La mia Miseno

Percorso turistico di Miseno

Un poetico itinerario turistico di Miseno, Bacoli

Venite, venite con me, vi porto con me a scoprire la magia di Miseno. Si parte da… 

Marina piccola di notte

Ultima tappa prima di rincasare,

ogni notte si entrava nella cartolina

e si prendeva posto su una panca al bordo,

là dove il rumore delle bocce permane.

Un ultimo respiro di umidità,

con gli occhi fissi all’orizzonte

e palpebre pesanti.

Dal mare il rumore ritmico

dei fili d’acciaio sull’albero

di poche barche a vela alla rada,

sotto l’influsso del lieve beccheggio

intona una ninna nanna

accompagnata dal lento riflusso delle onde

e il rintocco di una campana lontana.

Uno sguardo ad Est

Ed è ancora presto per l’alba,

allora lo volto svogliatamente a Nord

a cercare la stella madre

per farmi guidare fino all’uscio,

dopo il saluto agli amici,

ed è pace.

Solo poche ore di sonno e ancor prima dell’alba si va…

Spiaggetta verde

(Detta degli innamorati)

Su una piccola barca a remi

Scivolavo via, spensierato, oltre

la scogliera del porticciolo.

Accarezzavo la brezza davanti all’antico ninfeo,

e respiravo magia mentre all’ancora mi fermavo.

Rigogliose piante di capperi

appesi alla parete di tufo

si rispecchiavano nelle acque del seno

dando smeraldini riflessi.

Di fronte, una ruvida pomice

saliva irta, coperta, qua e là,

di agave e selvatiche ferule

con spettacolari pennacchi floreali.

Arrampicandoci sconsideratamente,

frementi di vita, ci tuffavamo

nel limpido e solitario mare,

per poi nuotare fin alla piccola spiaggia

e stenderci al sole su una grossolana rena.

Ammaliati dal luogo, ci si innamorava,

respirando amenità, il controllo dei sensi scompariva,

e prigionieri dell’amore ci arrendevamo.

Si riprende il mare, verso ovest per giungere infine in una traversata indietro nel tempo a…

Quando …Cala Moresca d’estate

Scendevo per le scale scolpite nella pietra

e il secco odore del tufo era ancora mischiato

al sudore di tante ossute e capaci mani.

Giù si andava, con accortezza,

tra cespugli secchi e lucertole al sole

in un girone dantesco,

fino a cogliere l’impareggiabile premio.

Solo mia e di pochi intimi, la cala,

regalava un fondale incantato,

bianco di mille veneree valve.

Sull’irripetibile trasparenza delle acque,

io, ancora bambino, guardavo passare

i temuti guerrieri Saraceni, di ritorno

da sanguinose scorrerie.

La storia meravigliava,

e da Capri, a poche bracciate,

l’aria trasportava,

insieme allo stridio di una gavina,

il melodico canto delle Sirene.

Non lasciarti ammaliare, mi dicevo,

è ora di tornare, e stavolta da naufrago,

un po’ greco un po’ romano un po’ moro,

ma comunque eroe, nuotavo e sfinito spiaggiavo.

Noi invece proseguiamo a piedi, iniziando l’ascesa del promontorio per ritrovarci…

Sul faro di Miseno

Nuvole bianche,

nuvole come anime,

leggere seguono il vento

e le passioni umane.

Seduto sul crinale

a me caro dalla gioventù

aspetto le prime gocce

bagnato di blu

tutt’uno col mio mare,

la mia storia e il salino

del mio sapere,

mi sento anima.

Ci fermiamo, stanchi ma felici, c’è tanto ancora da scoprire, lo faremo magari in futuro, adesso, da quassù ci godiamo il paradiso o qualcosa di simile!

Scritto da: Rino Costigliola
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